lunedì 22 settembre 2014

Perché l'Associazione Stampa Romana ha indetto un referendum regionale




L’associazione Stampa Romana ha deciso di affiancare al referendum indetto dalla Fnsi sugli accordi contrattuali un proprio referendum regionale.
Vi spieghiamo perché.

Una trattativa al buio

L’Asr ha sempre chiesto che la trattativa contrattuale avvenisse alla luce del sole, coinvolgendo, a norma di Statuto Fnsi, tutti gli organismi della categoria (Commissione Contratto, Consulta dei Fiduciari e Cdr, Commissione Lavoro Autonomo, Giunta e Consiglio Nazionale) e il maggior numero possibile di colleghi. Questo non è avvenuto e la trattativa p stata condotta da una delegazione ristrettissima (3 persone), che non ha mai presentato scritti da verificare. I testi sono comparsi soltanto a cinque giorni dalla firma e come articolato praticamente definitivo.

Il referendum nazionale

L’ASR ha sempre chiesto che si svolgesse un referendum, anche se consultivo, prima della firma definitiva. Questo non è avvenuto. Allora la Asr ha chiesto che la consultazione avvenisse subito dopo la firma e in maniera trasparente. Anche questo non è stato concesso. Si è invece dato vita a un referendum nazionale del quale (a causa del quorum irraggiungibile) non verrà nemmeno comunicato il risultato.

La democrazia non è un optional

Ecco perché, come ha sempre fatto in questi anni, la Asr ha deciso di restituire voce ai giornalisti del Lazio dando loro l’opportunità di esprimersi su accordi che modificano radicalmente gli istituti del contratto (vedi ex fissa), disegnano un modo diverso di retribuire gli autonomi, introducono nuove tipologie di assunzione (contratto depotenziato a termine, apprendistato ecc.). Elementi che incidono direttamente sulla vita e le tasche di tutti i giornalisti.
PERCHE’ VOTARE AL REFERENDUM REGIONALE
1. Perché il sindacato siamo tutti noi e la base ha il diritto di esprimere la propria opinione. L'elezione di un dirigente non è una delega in bianco.
2. Perché fra un anno e mezzo (primavera 2016) si torna a discutere in contratto ed è bene che chi si siede al tavolo sappia che cosa pensano i giornalisti.
3. Perché il rapporto fra  giornalisti e i loro dirigenti sindacali va ricostruito su basi nuove e più partecipate.

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